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Crisi idrica

In un sistema di approvviggionamento idrico si verifica una situazione di deficienza idrica quando l’ordinaria domanda d’acqua da parte degli utenti non può più essere corrisposta, sia per eventi di siccità, inquinamento o errata gestione delle fonti di alimentazione, sia per carenza negli impianti (D.P.C.M. 4 marzo 1996).
Nell’ultimo decennio, in Italia, si è venuta a delineare una situazione meteo-climatica caratterizzata da un generale aumento delle precipitazioni anche a carattere alluvionale.

Pur tuttavia, nel periodo precedente, invece, sono stati registrati prolungati periodi di scarse precipitazioni che hanno determinato situazioni di emergenza idrica in gran parte del territorio nazionale aggravando altresì situazioni già precedentemente in stato di crisi.

Va ricordata, tra i fattori principali che contribuiscono al determinarsi delle crisi idriche, l’inadeguatezza della rete degli acquedotti che in Italia presenta una perdita dell’acqua addotta pari al 27%, con punte anche del 40%. Le emergenze idriche più gravi verificatesi recentemente in Italia sono state registrate nell’estate 2002, soprattutto al Centro Sud, nell’estate 2003 (in particolar modo le regioni settentrionali) e nell’estate del 2007 in particolare in provincia di Brindisi.

In queste situazioni, la carenza idrica ha determinato forti limitazioni non solo nel settore civile ma anche in quelli agricolo ed industriale.

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